«Clientelismo». «No, salva la democrazia». L’eterna parabola del nome sulla scheda 27.06.2026

Il lungo confronto sulle preferenze elettorali in Italia si riaccende con la nuova legge elettorale. Da un lato, c'è chi le considera un simbolo di voto di scambio e corruzione, come avveniva nella Prima Repubblica con i metodi "laurini" e i casi di compravendita di voti. Il referendum Segni del 1991 le abolì con il 95% dei consensi, introducendo i collegi uninominali per ridurre il malcostume. Dall'altro lato, oggi molti vedono nelle preferenze un modo per riavvicinare eletti ed elettori, contrastando il potere delle segreterie di partito che decidono le candidature.

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