La storia di un suicidio in carcere in una cella per prevenire i suicidi 15.06.2026

Lamin Sonko, un uomo di 31 anni di origine gambiana affetto da problemi psichiatrici, è morto l'8 giugno all'ospedale Niguarda di Milano, pochi giorni dopo aver tentato il suicidio nella cella ad alto rischio suicidio (CAR) del carcere di San Vittore. Sonko era stato arrestato il 19 maggio con un machete e gli era stata diagnosticata una psicosi post-traumatica, aggravata da esperienze pregresse in campi di detenzione in Libia. Nonostante le misure di sicurezza estreme nelle CAR, inclusa la privazione di abiti e lenzuola, Sonko è riuscito a suicidarsi utilizzando i pantaloni che gli erano stati restituiti. Il caso solleva gravi interrogativi sulla gestione dei detenuti con disturbi psichici nelle carceri italiane, sottolineando la carenza di personale medico qualificato, strutture inadeguate e la burocrazia che impedisce un'adeguata assistenza.















