L'inchiesta del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma ha ricostruito il meccanismo opaco che, durante la pandemia del marzo 2020, portò all'acquisto di mascherine FFP2 false per 1,2 miliardi di euro. Nonostante la corsa ai dispositivi di protezione, la struttura commissariale di Domenico Arcuri ignorò decine di proposte vantaggiose da altre aziende italiane e internazionali, preferendo affidare le commesse direttamente alle tre società cinesi Wenzhou Light, Luokai Trade e Wenzhou Moon-Ray, che vendevano le mascherine a 2,20 euro al pezzo, contro offerte concorrenti di 70 centesimi.