Pesanti raid Usa in Iran, Trump: «Dicano sì all'intesa o bombarderemo senza pietà» | Teheran cambia rotta: ora si batte (davvero) per le milizie amiche 10.06.2026

Da qualche tempo, l'Iran sembra aver modificato la sua precedente strategia di "pazienza strategica", che prevedeva di sostenere le milizie alleate ma di mantenere una distanza dalle escalation dirette per proteggere i propri confini. Questo cambiamento di rotta è evidente nella risposta di Teheran ai recenti raid israeliani, in particolare quello su Dahiyeh a Beirut, che viene ora trattato come se fosse un attacco diretto alla Repubblica Islamica. La nomina di Ali Khamenei e l'influenza crescente dei Pasdaran, in particolare dell'ala più dura e della figura di Mojtaba Khamenei, sembrano aver spostato il baricentro decisionale. L'Iran sta estendendo il raggio delle sue ritorsioni, colpendo obiettivi negli Emirati Arabi Uniti, Diego Garcia e Cipro, e la minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz è diventata più concreta. Questa nuova assertività, che ricorda la "tattica del matto" di Donald Trump, mira a ristabilire la deterrenza, dimostrare sostegno agli alleati e accreditare l'Iran come potenza autonoma, sebbene i rischi di un conflitto a bassa intensità rimangano elevati, con implicazioni anche sul fronte interno.














