Il decreto Lavoro, approvato alla Camera con voto di fiducia e in attesa di ratifica al Senato, introduce il concetto di “salario giusto”, che include anche il welfare contrattuale, come assicurazioni sanitarie, escludendo però la possibilità di usarli per spese quotidiane. Prevede un aumento automatico del 50% dell'inflazione dopo nove mesi dalla scadenza dei contratti collettivi, con eccezioni per settori stagionali e sanità privata. Il provvedimento allarga inoltre le maglie dei contratti precari, aumentando il limite per la somministrazione a 36 mesi, introduce obblighi per i rider e stanzia 960 milioni di euro in incentivi alle assunzioni. Critiche da sindacati e opposizioni per la definizione di salario giusto e per un ordine del giorno che mira a far perdere arretrati ai lavoratori.