In un'escalation delle tensioni, giovedì 11 giugno, gli Stati Uniti hanno condotto raid mirati contro sistemi di difesa e radar in Iran, come ritorsione per l'abbattimento di un elicottero USA nello Stretto di Hormuz martedì 9 giugno. Secondo il New York Times, gli attacchi avrebbero colpito anche un impianto per l'approvvigionamento di acqua potabile, interrompendo la fornitura a circa 20.000 persone. Parallelamente, l'Iran ha risposto colpendo diverse basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, annunciando anche la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nonostante un cessate il fuoco fragile siglato l'8 aprile e un accordo preliminare raggiunto il 28 maggio, i colloqui tra USA e Iran rimangono in stallo. Il presidente Trump ha minacciato bombardamenti "senza pietà" se l'Iran non firmerà un accordo, mentre Teheran smentisce contatti per fermare le operazioni. Tre marinai indiani sono stati uccisi a bordo di una petroliera colpita da forze USA.